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mar/07Leggi della Gestalt
20 Comments | Scritto da v_a_l_i_x in gestalt, materiale didattico, percezione
Come promesso un pochino di materiale didattico!
Quando si parla di percezione si finisce inevitabilmente a parlare della teoria della Gestalt o “teoria della forma”. Questa teoria prende il nome da una scuola strutturalista tedesca (Scuola di Berlino) che negli anni ’20 modifico lo sviluppo della psicologia. L’impostazione di questa scuola, infatti, si contrapponeva a quella dominante tra la fine dell’800 e i primi del ‘900 definita “associazionistica” perché riteneva che la percezione di un oggetto fosse il risultato della associazione di elementi sensoriali distinti.
La nascita della psicologia della Gestalt si fa risalire esattamente al 1912, quando Max Wertheimer scrisse un articolo in cui identificava un processo percettivo unitario – da lui chiamato fattore "phi" – grazie al quale i singoli stimoli verrebbero integrati, nel soggetto, in una forma dotata di continuità. Ciò significava che quello che prima era stato considerato un processo passivo – il percepire – veniva ad essere pensato come qualcosa di gran lunga più attivo, come un’attività subordinata a certi principi organizzativi generali. Werthemeir sosteneva che non c’è corrispondenza diretta tra realtà empirica e realtà percettiva e che quindi per comprendere il fenomeno percettivo non bisogna partire dalla descrizione dei singoli elementi sensoriali ma dalla situazione percettiva globale perché la “forma non è data dalla semplice somma dei suoi elementi ma è qualcosa di più, di diverso”.
La percezione dunque non dipende dagli elementi ma dalla strutturazione di questi elementi in un “insieme organizzato”, in una “Gestalt” (generalmente tradotta con “forma”, “struttura”, “pattern”).
Le modalità secondo le quali si costituiscono le forme sono state classificate e descritte come “leggi della forma” e sono state elencate da Wertheimer nel 1923 nel modo seguente:
Legge della vicinanza: gli elementi del campo percettivo vengono uniti in forme con tanta maggiore coesione quanto minore è la distanza tra di loro.
Nel design di un’interfaccia possiamo utilizzare questo principio per rendere più chiara la struttura della pagina (divisione in paragrafi di un testo).
Legge della somiglianza: gli elementi vengono uniti in forme con tanta maggior coesione quanto maggiore è la loro somiglianza.
Utilizzare elementi, colori o simboli che visivamente collegano un’informazione ad un’altra aiuta a rendere accessibile e facilmente navigabile anche un sito con grandi quantità di contenuti.
Legge del destino comune: gli elementi che hanno un movimento solidale tra di loro, e differente da quello degli altri elementi, vengono uniti in forme.
In una configurazione tendono a unificarsi le linee con la stessa direzione od orientamento o movimento, secondo l’andamento più coerente, a difesa delle forme più semplici e più equilibrate.
Legge della chiusura: le linee che formano delle figure chiuse tendono ad essere viste come unità formali.
La nostra mente è predisposta a fornire le informazioni mancanti per chiudere una figura, pertanto i margini chiusi o che tendono ad unirsi si impongono come unità figurale su quelli aperti
Legge della continuità di direzione:una serie di elementi posti uno di seguito all’altro, vengono uniti in forme in base alla loro continuità di direzione.
Nella figura percepiamo come unità AB e XY e non AY e XB o ancora AX e YB.
.- Legge della pregnanza: la forma che si costituisce è tanto “buona” quanto le condizioni date lo consentono.
In pratica ciò che determina fondamentalmente l’apparire delle forme è la caratteristica di “pregnanza” o “buona forma” da esse posseduta: quanto più regolari, simmetriche, coesive, omogenee, equilibrate, semplici, concise esse sono, tanto maggiore è la probabilità che hanno d’imporsi alla nostra percezione.
Legge dell’esperienza passata: elementi che per la nostra esperienza passata sono abitualmente associati tra di loro tendono ad essere uniti in forme.
Un osservatore che non conosce il nostro alfabeto non può vedere la lettera E in queste tre linee spezzate.
20 Comment for Leggi della Gestalt
Lulu | 24 ottobre 2007 at 15:35
vero…anche se sono difficili
Studende!!! | 24 ottobre 2007 at 15:37
no dai raga sn facili bisogna solo un po capirle…io x esempio le ho fatte qst cose…ma diversamente:S:S:)
?SBIRch:? | 24 ottobre 2007 at 15:39
:S io sapevo ke si kiamava legge della forma chiusa…vabbe
….in pratica l occhio vede meglio le forme chiuese che quelle aperte..
silvia | 6 novembre 2007 at 17:38
per quale motivo il mio professore d’arte mi ha detato le 7 leggi della gestalt,ma me ne ha dettate ben 17 e ness1 k sia uguale a quelle che sono scritte sopra??se qualcuno sa spiegarmelo..ne sarei contenta anche xk domani ho il compito de me chede le 7 leggi gliene dico 17 o nn so cosa inventarmi..xk ci sono prof k nn sanno spiegare????!!!
silvia | 6 novembre 2007 at 17:40
ps scusate gli errori ma andavo di fretta…
*dettato
*se me chiede
high | 19 novembre 2007 at 14:39
anche a noi piace mlto qsto sito……hihihih belliniiiii xD
marzia | 29 novembre 2007 at 18:57
anche all’università si fanno ste cose
e nel mio libro nn si capisce nulla!!
materia:psicologia delle arti
corso di studi: stams di palermo
sparkly! | 10 dicembre 2007 at 12:40
grz m sn state utili qst info, x capire meglio, xk nl mio libro d psicologia cognitiva qlks nn era spiegata kiaramente!
elfomaggiore | 20 dicembre 2007 at 00:50
Ma comm è moscià stà jurnata!!
Nun succèd propeto nientè ….
Scusàt, ma non dovevamo vedere i nostri lavori pubblicati?
Se sì, prof. ci fate il regalo per Natale ?
AUGURISSIMI a tutti….
elfomaggiore
se | 9 agosto 2008 at 18:33
weeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
Gia | 13 settembre 2008 at 13:13
Anche sul mio libro le cose sono spiegate diversamente, le leggi non sono 7, non sono 17, ma 6… Mi aggiusterò in qualche modo…! Di sicuro come sono spiegate quì è molto meglio. Grazie
insodisfatta | 22 settembre 2008 at 17:21
ma esistono altre leggi che riguardano il contrasto tra figura e sfondo.,.e qui nn ne parla..e comnque qui sn confusonarie ,,,gli esempi nn si capiscono bene….vaaa meglio il libro….cercavo quacosa di meglio…
dhea | 1 ottobre 2008 at 21:36
io x educazione visiva devo produrre un pieghevole di tre pagine per spiegare la gestalt ai bambini delle elementeri e medie…significa solo lavoraccio!
xk devo trovare opportuni esempi,opportune didascalie e oltre ad azzeccare gli elementi grafici adatti studiare anc l’impaginazione…
sottolineo il fatto k faccio terza liceo…
anna | 7 ottobre 2008 at 17:19
eeeh già..le basi di ogni buon artista,e studioso di arte ed immagine come me!
in bocca al lupo,grandi artisti!!!
Anonimo | 11 ottobre 2008 at 17:03
ragazzi tra 3 gg ho l interrogazione di psicologia su 40 pag…pure la gestalt c doveva mettere!!!!c…o!!!!!!!!!!!dai ragazzi scialli la psicologia la sanno tt d altronde!!!!
Anonimo | 24 ottobre 2008 at 21:58
grazie mille domani ho una verifica proprio su questo
indirizzo grafica pubblicitaria grazie mille
Anonimo | 3 novembre 2008 at 12:07
sono troppo piccole le immagini!!!!la mia proff le vuole di minimo 40 Mb
fr@ceskin@ | 7 novembre 2008 at 22:11
grz mille…mi sn state di grande aiutooooo
ma xké se studia sta roba….a ke serve…l’okkio umano vede quelle ke je pare….uffa…..va bé ciao ragà e grz ankora=)


sissi | 24 ottobre 2007 at 15:35