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	<title>Laboratorio Web Design &#187; design</title>
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		<title>Elementi di design</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 14:08:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>v_a_l_i_x</dc:creator>
				<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[materiale didattico]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli elementi di design sono le componenti base usate per ogni  tipo di composizione. In molte situazioni gli elementi di design vengono costruiti uno sull&#8217;altro, l&#8217;elemento precedente aiuta la creazione del secondo, e gli elementi che prenderemo in seguito in considerazione seguono questo principio. 
PUNTO
Un punto è un elemento che ha posizione ma non estensione. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli elementi di design sono le componenti base usate per ogni  tipo di composizione. In molte situazioni gli elementi di design vengono costruiti uno sull&#8217;altro, l&#8217;elemento precedente aiuta la creazione del secondo, e gli elementi che prenderemo in seguito in considerazione seguono questo principio. <span id="more-179"></span></p>
<h3><strong>PUNTO</strong></h3>
<p>Un punto è un elemento che ha posizione ma non estensione. È un segno singolo nello spazio con una precisa, ma limitata posizione. Da solo può sottolineare una relazione tra negativo e positivo, ma quando viene unito ad altri punti, il principio gestaltico del raggruppamento e della chiusura tendono ad essere percepiti della mente come forme singole. Le linee e le forme sono il risultato naturale di punti multipli organizzati nello spazio.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h3><strong>LINEA</strong></h3>
<p>Una linea è un elemento caratterizzato da lunghezza e direzione. Le linee sono anche usate per creare prospettive e una forte dominanza di linee direzionali sono spesse adottare per creare un senso di continuità in una composizione (aiutano il movimento degli occhi sulla pagina).</p>
<p><strong> </strong></p>
<h3><strong>FORMA</strong></h3>
<p>La definizione più semplice di forma è quella di un contorno chiuso, un elemento definito dal suo perimetro (altezza e larghezza). Le forme base sono: Cerchio, triangolo, quadrato.</p>
<h3>TEXTURE (trama)</h3>
<p>Le trame sono usate per creare una superficie, e relazionate alla realizzazione fisica di una forma. Le trame sono spesso riferite ai materiali con cui sono fatti gli oggetti, e possono essere create usando gli elementi che abbiamo analizzato in precedenza. Le texture sono un fenomeno sia visivo che tattile.</p>
<h3>COLORE</h3>
<p>Il colore è la risposta dei nostri occhi a diverse radiazioni all&#8217;interno di uno spettro visibile. Lo spettro visibile è quello che noi percepiamo come luce , ma il colore non è di per sé  solo un&#8217;entità fisica: il colore è una qualità della nostra sensazione visiva, e come tale è un&#8217;entità puramente soggettiva. Ci sono diversi tipi di sistemi di colori, ed esistono diverse teorie sul colore, ma torneremo su questo argomento in seguito.</p>
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		<title>Griglie &amp; Web</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Mar 2007 22:04:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>v_a_l_i_x</dc:creator>
				<category><![CDATA[design]]></category>

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		<description><![CDATA[Non amo particolarmente i file PDF che racchiudono le slides di una presentazione, li ritengo poco utili senza voce narrante! Tuttavia oggi mi sono lasciata tentare e ho scaricato da Subtraction  la presentazione di Khoi Vinh (design director del NYTimes.com) e Mark Boulton sull&#8217;uso delle griglie legate al web e&#8230; mi sono ricreduta!
&#8220;Grids are [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://labwebdesign.files.wordpress.com/2007/03/grids1.gif" alt="Grids are good" style="float:left;margin:0 10px 10px 0;" border="0" />Non amo particolarmente i file <acronym title="Portable Document Format">PDF</acronym> che racchiudono le slides di una presentazione, li ritengo poco utili senza voce narrante! Tuttavia oggi mi sono lasciata tentare e ho scaricato da <a href="http://www.subtraction.com">Subtraction</a>  la presentazione di Khoi Vinh (design director del <a href="http://www.nytimes.com/">NYTimes.com</a>) e <a href="http://markboulton.co.uk">Mark Boulton</a> sull&#8217;uso delle griglie legate al web e&#8230; mi sono ricreduta!<br />
<a href="http://www.subtraction.com/pics/0703/grids_are_good.pdf">&#8220;Grids are Good&#8221;</a> (8 MB PDF)  con le sue 152 pagine spiega davvero bene a cosa servono le griglie anche senza la voce dei suoi autori!<br />
Inutile sottolineare che anche questo documento &egrave; in inglese! Sorry&#8230;</p>
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		<title>Leggi della Gestalt</title>
		<link>http://www.labwebdesign.it/leggi-della-gestalt/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Mar 2007 11:14:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>v_a_l_i_x</dc:creator>
				<category><![CDATA[gestalt]]></category>
		<category><![CDATA[materiale didattico]]></category>
		<category><![CDATA[percezione]]></category>

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		<description><![CDATA[Come promesso un pochino di materiale didattico!
Quando si parla di percezione si  finisce inevitabilmente a parlare della teoria della Gestalt o &#8220;teoria della forma&#8221;. Questa teoria prende il nome da una scuola strutturalista tedesca (Scuola di Berlino) che negli anni &#8217;20 modifico lo sviluppo della psicologia. L&#8217;impostazione  di questa scuola, infatti, si contrapponeva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come promesso un pochino di materiale didattico!</p>
<p>Quando si parla di percezione si  finisce inevitabilmente a parlare della teoria della <em>Gestalt </em>o &ldquo;teoria della forma&rdquo;. Questa teoria prende il nome da una scuola strutturalista tedesca (Scuola di Berlino) che negli anni &rsquo;20 modifico lo sviluppo della psicologia<em>.</em> L&rsquo;impostazione  di questa scuola, infatti, si contrapponeva a quella dominante tra la fine  dell&rsquo;800 e i primi del &lsquo;900 definita &ldquo;associazionistica&rdquo; perch&eacute; riteneva che la  percezione di un oggetto fosse il risultato della associazione di elementi  sensoriali distinti. <br />
La nascita della psicologia della Gestalt si  fa risalire esattamente al 1912, quando <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Max_Wertheimer">Max Wertheimer</a> scrisse un articolo in cui  identificava un processo percettivo unitario &#8211; da lui chiamato fattore  &quot;phi&quot; &#8211; grazie al quale i singoli stimoli verrebbero integrati, nel  soggetto, in una forma dotata di continuit&agrave;. Ci&ograve; significava che quello che  prima era stato considerato un processo passivo &#8211; il percepire &#8211; veniva ad  essere pensato come qualcosa di gran lunga pi&ugrave; attivo, come un&rsquo;attivit&agrave;  subordinata a certi principi organizzativi generali. Werthemeir  sosteneva che non c&rsquo;&egrave; corrispondenza diretta tra realt&agrave; empirica e realt&agrave;  percettiva e che quindi per comprendere il fenomeno percettivo non bisogna  partire dalla descrizione dei singoli elementi sensoriali ma dalla situazione  percettiva globale perch&eacute; la &ldquo;forma non &egrave; data dalla semplice somma dei suoi  elementi ma &egrave; qualcosa di pi&ugrave;, di diverso&rdquo;.<br />
La percezione dunque non dipende  dagli elementi ma dalla strutturazione di questi elementi in un &ldquo;insieme  organizzato&rdquo;, in una &ldquo;<em>Gestalt</em>&rdquo; (generalmente tradotta con &ldquo;forma&rdquo;,  &ldquo;struttura&rdquo;, &ldquo;pattern&rdquo;).<br />
Le modalit&agrave; secondo le quali si costituiscono le forme  sono state classificate e descritte come &ldquo;leggi della forma&rdquo; e sono state  elencate da Wertheimer nel 1923 nel modo seguente:</p>
<ol>
<li><strong><img src="http://labwebdesign.files.wordpress.com/2007/03/vicinanza.gif" style="float:right;cursor:pointer;" border="0" alt="legge della vicinanza" />Legge della vicinanza</strong>: gli elementi del campo percettivo vengono uniti in forme con tanta maggiore coesione quanto minore è la distanza tra di loro.<br />
Nel design di un&#8217;interfaccia possiamo utilizzare questo principio per rendere più chiara la struttura della pagina (divisione in paragrafi di un testo).</li>
<li><strong><img src="http://labwebdesign.files.wordpress.com/2007/03/somiglianza.gif" style="float:right;cursor:pointer;" border="0" alt="legge della somiglianza" />Legge della somiglianza</strong>: gli elementi vengono uniti in forme con tanta maggior coesione quanto maggiore è la loro somiglianza.<br />
Utilizzare elementi, colori o simboli che visivamente collegano un&#8217;informazione ad un&#8217;altra aiuta a rendere accessibile e facilmente navigabile anche un sito con grandi quantità di contenuti.</li>
<li><strong><img src="http://labwebdesign.files.wordpress.com/2007/03/destino1.gif" style="float:right;cursor:pointer;" border="0" alt="legge del destino comune" />Legge del destino comune</strong>: gli elementi che hanno un movimento solidale tra di loro, e differente da quello degli altri elementi, vengono uniti in forme.<br />
In una configurazione tendono a unificarsi le linee con la stessa direzione od orientamento o movimento, secondo l’andamento più coerente, a difesa delle forme più semplici e più equilibrate.</li>
<li><strong><img src="http://labwebdesign.files.wordpress.com/2007/03/chiusura1.gif" style="float:right;cursor:pointer;" border="0" alt="legge della chiusura" />Legge della chiusura</strong>: le linee che formano delle figure chiuse tendono ad essere viste come unità formali.<br />
La nostra mente &egrave;  predisposta a fornire le informazioni mancanti per chiudere una figura, pertanto i margini chiusi o che tendono ad unirsi si impongono come unità figurale su quelli aperti</li>
<li><strong><img src="http://labwebdesign.files.wordpress.com/2007/03/continuita1.gif" style="float:right;cursor:pointer;" border="0" alt="Legge della continuità di direzione" />Legge della continuità di direzione</strong>:una serie di elementi posti uno di seguito all’altro, vengono uniti in forme in base alla loro continuità di direzione.<br />
Nella figura percepiamo come unità AB e XY e non AY e XB o ancora AX e YB.<br />
.</li>
<li><strong>Legge della pregnanza</strong>: la forma che si costituisce è tanto “buona” quanto le condizioni date lo consentono.<br />
In pratica ciò che determina fondamentalmente l&#8217;apparire delle forme è la caratteristica di &#8220;pregnanza&#8221; o &#8220;buona forma&#8221; da esse posseduta: quanto più regolari, simmetriche, coesive, omogenee, equilibrate, semplici, concise esse sono, tanto maggiore è la probabilità che hanno d&#8217;imporsi alla nostra percezione.</li>
<li><strong><img src="http://labwebdesign.files.wordpress.com/2007/03/e.gif" style="float:right;cursor:pointer;" border="0" alt="Legge dell’esperienza passata" />Legge dell’esperienza passata</strong>: elementi che per la nostra esperienza passata sono abitualmente associati tra di loro tendono ad essere uniti in forme.<br />
Un osservatore che non conosce il nostro alfabeto non può vedere la lettera E in queste tre linee spezzate.</li>
</ol>
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